
I CANI DELL'EST ALLE "IENE"
UN SERVIZIO IMPORTANTE, MA INGENUO E INCOMPLETO
Ha fatto abbastanza scalpore (e meno male!) il servizio delle “Iene” sulla tratta dei cuccioli dell’Est, al quale la nostra associazione ha modestamente collaborato rintracciando vittime disposte a testimoniare contro i trafficanti.
Peccato che, una volta ottenute le testimonianze, le Iene si siano dimenticate di continuare ad affidarsi a cinofili competenti per la stesura del servizio, che così è uscito in modo solo parzialmente soddisfacente, ma con diverse lacune e purtroppo anche con gravi inesattezze.
Innanzitutto, dal servizio si deduceva che i cuccioli ungheresi, all’origine, siano sani e che i loro problemi derivino soprattutto dal trasporto in condizioni inadeguate.
FALSO.
Erano (forse) sani i cuccioli che hanno fatto vedere a loro; ma purtroppo loro non sono riusciti neppure ad avvicinarsi ai veri “puppy mills” (fabbriche di cuccioli) ungheresi. Sono stati dirottati verso fattorie gestite da contadini con una cucciolata nella stalla e hanno pensato che i cuccioli provenissero tutti da lì. Così, ahinoi, non è.
Altra inesattezza: nel servizio si vede una contadina che porta ai cuccioli (poco più che neonati) un piattino di latte, mentre Elena Di Cioccio, del tutto in buona fede, dice “gli danno il latte, come farebbe chiunque di noi!”.
PER CARITA’.
Il latte di mucca non va assolutamente bene per i cuccioli di cani. Non prendete esempio, o farete ammalare i vostri cuccioli.
Poi, dal servizio sembra emergere che sono “alcuni” negozi, più quelli che mettono annunci in rete, vendano cani dell’Est.
FALSO.
Il 99% dei negozi di animali vende questo genere di cuccioli; lo stesso dicasi per i sedicenti “allevamenti italiani” che promettono “cuccioli di tutte le razze sempre disponibili”. Questi ormai sono tutti importatori.
Altra fonte da cui girare alla larghissima sono le cosiddette “fiere” o “mostre” del cucciolo, in cui vengono esposti (e spesso venduti sottobanco) sempre e solo cuccioli dell’Est.
Anche queste non sono state neppure nominate nel servizio (per paura di denunce, mi ha detto la Di Cioccio); siccome noi invece non abbiamo paura di essere denunciati dai trafficanti di cani, lo diciamo forte e chiaro: NON andate a visitare le mostre del cucciolo e soprattutto NON comprateci cani, perché il 50% dei cuccioli venduti muore entro una settimana dall’acquisto.
E se dal negoziante potete almeno tentare di ottenere un risarcimento, da questi signori non lo avrete mai, perché svaniranno nel nulla e non saprete mai più dove trovarli (il traffico delle mostre del cucciolo è in mano a gente che proviene dall’ambiente del circo, quindi potete immaginare quanto sia facile rintracciare qualcuno di loro).
Altro fattore di cui non c’è traccia nel servizio, ma che tengo a ribadire: certo, non tutti i cuccioli muoiono (molti sì, ma tutti no). E quelli che sopravvivono sono costati meno di un buon cucciolo di allevamento italiano.
Però...ricordate che questi cuccioli non sono mai veramente “sani”, neanche quando sopravvivono; conosco centinaia di cani dell’Est che non hanno superato i due-tre anni di età, e altre centinaia di cani che pur non avendo mai avuto particolari problemi di salute ne hanno avuti - e gravissimi - di carattere. Cani esageratamente timidi ma anche cani mordaci, rissosi con i loro simili, aggressivi verso gli esseri umani.
Questo perché il carattere del cucciolo, come quello dei bambini, peraltro, si plasma nella primissima infanzia; e quella dei poveri cani dell’Est è un’infanzia terribile, in cui non hanno modo di ricevere né il giusto imprinting sull’uomo, né la socializzazione che permette a qualsasi cane di inserirsi nella società umana.
I cani dell’Est che sopravvivvono alla moria iniziale sono spesso dei veri e propri disadattati che spesso - non certo per colpa loro - rendono la vita impossibile ai loro padroni.
Ecco, queste ed altre cose non sono state dette nel servizio delle Iene, che comunque ringraziamo perché , se non altro, hanno affrontato il problema. Ed è già una gran cosa, visto il livello delle nostre TV.